Il Lago di Como orientale

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Storia 

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Alle origini la nostra terra era abitata da popolazioni di origine incerta, inizialmente i Liguri e poi dai Celti di origine francogermanica. Ciò è testimoniato dai ritrovamenti conservati nel Museo delle Grigne di Esino Lario.

In seguito, con la conquista romana, nel II secolo a.C. si sviluppò una civiltà abbastanza evoluta detta gallo-romana. Si ritiene risalgano a questo periodo imperiale (IV sec. d.C.) torri e fortificazioni come: “Castelvedro” in località Mai di Dervio, il castello di Vezio e quello di Esino. Con la caduta dell’impero romano il territorio fu invaso dai Goti e poi dai Longobardi che rafforzarono il sistema difensivo romano con fortificazioni e torri.

La diffusione del cristianesimo portò a istituire le pievi: Dervio e Valvarrone, Bellano e Muggiasca e parte della Valsassina. Attorno all’anno mille, il territorio divenne diritto dell’arcivescovo di Milano. Fu poi teatro della guerra contro le “tre pievi” (Dongo, Gravedona e Sorico) e quella decennale tra Como e Milano con numerose battaglie navali sul lago.

Il castello di DervioNel Medioevo, diverse Comunità assunsero il titolo di “borgo”, in quanto cinte da mura e rette come liberi comuni. A fine Trecento vennero redatti gli Statuti di Dervio, di Bellano e della Valsassina, che dettavano regole precise sulla vita civile e sociale. Agli Arcivescovi seguirono i Ducati milanesi dei Visconti e degli Sforza, fino alla dominazione spagnola.

La vita quotidiana era spesso turbata dalle scorrerie e dai saccheggi di eserciti delle grandi potenze, che transitavano lungo la via più diretta che collegava Milano alle pianure germaniche.

Due nomi sono rimasti famosi: il Medeghino (1530), che percorreva con le sue flotte le acque del lago razziando ovunque ed i Lanzichenecchi (1629), che lasciarono dietro di loro la tragica peste ricordata da Manzoni.

La produzione del ferro, estratto nelle miniere dell’alto Varrone, aveva caratterizzato fin dall’antichità il territorio e fu motivo di contese, ma anche ragione di sviluppo. Quando l’estrazione del minerale terminò, continuò la produzione di attrezzi che portò alla trasformazione da economia agricola allo sviluppo industriale.

A Dervio sorsero industrie meccaniche ed alcune cartiere adiacenti al fiume Varrone, a Bellano e a Dorio filande con grande impiego di manodopera, in Valvarrone le cave minerarie.

Nel 1834 fu aperta la strada dello Spluga che costeggia la sponda orientale del lago e nel 1894 fu inaugurato il tratto di ferrovia Bellano-Colico. Nel 1916 fu aperta la strada che da Dervio sale in Valvarrone e negli anni Venti quella che da Varenna va ad Esino.

Tutto questo ha determinato un notevole sviluppo, che grazie alla tenacia e all’operosità degli abitanti ha portato al benessere attuale. Nel periodo recente è in atto una nuova trasformazione dell’economia locale da industriale a turistica, con i paesi del nostro territorio che si stanno affermando sempre più come mete del turismo internazionale, grazie anche alle numerose testimonianze storiche ancora ben conservate.

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